Etica e mondo del lavoro

Cina, un esempio di azienda tra sviluppo economico e declinazione sociale.

di Airaldo Piva

Quando ci riferiamo ad aziende cinesi, ci vengono in mente istintivamente casi  aziendali con una identità ed immagine fortemente negative, gestite da imprenditori cinici molto business oriented, poco affidabili, poco inclini a rispettare le regole,  con scarsa sensibilità all’ambiente, più attenti a copiare che ad innovare,  con una governance approssimativa. Nonostante la Cina sia ormai la seconda potenza economica mondiale, rimangono molte generalizzazioni  e preconcetti  che resistono, e che anzi si solidificano nel tempo.  Sicuramente esisteranno aziende cinesi che presentano alcuni, o anche tutti di questi aspetti  negativi, ma accanto a queste esistono anche diversi esempi di aziende virtuose, la cui nascita e successivo sviluppo fanno parte di un progetto del fondatore, non solo di tipo economico, ma anche sociale; casi  di cui però se non si parla o si parla poco, quasi a non voler scalfire lo stereotipo negativo di riferimento.

Hengdian Group, oggi tra i primi dieci gruppi privati Cinesi, nasce grazie alla visione del hg_logofondatore, Xu Wenrong, un contadino che nel 1976, poco più che 40enne, si ritrova ad avere tre sogni nel cassetto che vuole ostinatamente realizzare. Il primo, molto naturale, quello di diventare ricco (siamo nel ’76, alla fine della Rivoluzione Culturale). Il secondo sogno, più nobile, quello di dare lavoro ai suoi concittadini (Hengdian,  oltre ad essere il nome del Gruppo, è una piccola città collocata nello centro della provincia della Zhejiang) ed evitare che questi fossero obbligati ad emigrare nelle grandi città o all’estero. Terzo sogno, dopo il lavoro, dare alla comunità una qualità di vita migliore, investendo nel welfare, nell’istruzione, nella cultura, nell’ambiente, in  infrastrutture.  Un progetto  di business  e uno sociale, come lo yin e lo yang, interdipendenti  tra loro e con un’ origine reciproca, dove  l’uno non può esistere senza l’altro.

Il primo passo che fece Xu fu quello di farsi prestare dei soldi per comprarsi un paio di telai per la tessitura della seta e creare così in un piccolo scantinato la Hengdian Silk Factory.    Questo rappresentò in modo concreto ed irreversibile il passaggio dal settore primario a quello secondario.

Oggi Hengdian è un gruppo diversificato con oltre 200 aziende, un fatturato di oltre 9 miliardi di dollari  e che dà lavoro ad oltre 55.000 persone. Non solo gli abitanti non sono emigrati ma  da semplice borgo agricolo  è diventata famosa per i suoi studios (Chinawood) con oltre 15 milioni di visitatori all’anno. Il terzo sogno di Xu era appunto hengdian-world-studios-squello di dare un contributo nel migliorare la qualità di vita degli abitanti, cui la maggior parte sono diventati anche dipendenti del gruppo. Di qui investimenti in tre ospedali, in scuole (dall’asilo all’università), infrastrutture (strade, ponti, impianti di depurazione, sistemi fognari, etc.), centri di assistenza per anziani, strutture sportive etc.

Tutto questo è avvenuto nell’arco di 40 anni grazie ai famosi 3 sogni ma soprattutto alla determinazione ed ostinazione di un contadino. Per  motivi professionali in questi ultimi anni ho avuto modo di conoscere altri imprenditori  cinesi, tutti accomunati dal fatto che dal nulla hanno creato oggi degli imperi che danno posti di lavoro e benessere alla comunità grazie alla loro vision ma anche soprattutto al loro coraggio e caparbietà.

Oggi a me sembra, che molti imprenditori occidentali, Italiani compresi, soprattutto della mia generazione, non abbiano più sogni da realizzare o abbiano perso la voglia di sognare. Confesso che mi dispiace molto quando in Italia incontro ragazzi preparati, volenterosi, con talento ma senza lavoro o che per trovarlo sono  obbligati a lasciare il nostro Paese. A loro la speranza e l’augurio affinché’  trovino i mezzi  ma soprattutto la capacità ed  il coraggio di realizzare i loro sogni. Come per Xu Wenrong di trovare quel filo di seta che gli ha permesso  di diventare ricco ma soprattutto di contribuire alla prosperità economica e sociale del proprio territorio.

Airaldo PivaHG Europe