Liceo Cairoli di Pavia. La lingua cinese: non una materia, ma un’esperienza

di Claudia Ambrosini

Dsa e Bes; nuove tecnologie; didattica della lingua attraverso la didattica della letteratura, del pensiero e della cultura; l’esperienza extra-curricolare della lingua sul territorio e le relazioni con le istituzioni, cinesi ed italiane; il viaggio studio; percorsi di stabilizzazione e formazione continua di un corpo docenti permanente e ben preparato. Il percorso di insegnamento pregresso e presso il Liceo Linguistico Cairoli di Pavia mi ha suggerito che questi sono alcuni aspetti dell’insegnamento del cinese nella scuola superiore italiana che non possono essere ignorati. Iniziato già un decennio fa, esso è ancora segnato da forti diseguaglianze tra gli istituti ed è privo di programmi condivisi. Il passato serve a tracciare una mappatura attenta, un confine, dal quale non è possibile retrocedere. Ma si devono considerare nuove vie alla capacità d’inventiva e d’intervento, senza scadere nell’improvvisazione.  Per proseguire con maggiore competenza ed efficacia, occorre tenere presente un paniere minimo di stimoli ed esperienze da offrire al discente. Nel corso di potremo analizzarli solo brevemente ma, speriamo, in maniera efficace, partendo da quanto sperimentato dal  Liceo Linguistico Cairoli di Pavia, presi in considerazione i processi di cambiamento della stessa scuola italiana.

Claudia Ambrosini

Il brano è stato estratto dal contributo previsto per il 7/8 settembre 2015 a Roma nell’ambito del convegno La didattica del cinese nella scuola secondaria di secondo grado esperienze e prospettive.

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