studentessa cineseLa tanto attesa riforma del gaokao – l’esame nazionale per l’ammissione all’università – è quasi pronta. Il sistema educativo cinese ha dei limiti dovuti proprio al fatto che è fortemente orientato al superamento di questo esame. La riforma cercherà di superarli, istituendo anche un processo di selezione degli studenti più imparziale e trasparente, con l’obiettivo ultimo di valorizzare i talenti più creativi.

Dopo due anni di stallo totale, il programma completo della riforma nazionale del gaokao è quasi definito.
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Entro il 2020, la Cina dovrà definire un modello d’esame per la selezione degli studenti basato su prove che riguardano singole materie (fenlei kaoshi), un esame multidisciplinare (zonghe kaoshi) e un sistema di ammissione diversificato (duoyuan luqu). Si dovrà, inoltre, separare in maniera più netta l’esame dalla selezione degli studenti; aumentare le alternative per gli studenti; garantire alle università, pur nel rispetto delle leggi vigenti, una maggiore discrezionalità per la selezione degli studenti; implementare l’organizzazione di strutture specializzate, la gestione a livello macro da parte del governo e meccanismi di supervisione partecipativa da parte della società.

I cambiamenti nel modello d’esame, dopo la riforma, saranno enormi. Sarà, infatti, attribuita maggiore importanza al cosiddetto “esame generale” (huikao) per valutare le competenze acquisite nelle scuole medie e superiori; ci saranno meno materie da portare al gaokao; nella prova d’inglese si dovrà innanzitutto valutare il grado di socializzazione avuto dallo studente nel corso di un periodo di oltre un anno. Per quel che riguarda la selezione degli studenti, sarà ulteriormente enfatizzata la “diversificazione” (duoyuanhua). Le università, a cui, come si è visto, verrà garantita una maggiore discrezionalità, dovranno condurre una “valutazione complessiva” (zonghe pingjia) sulla base dei punteggi ottenuti al huikao e al gaokao. In questo modo, ogni studente avrà più opportunità di essere ammesso ad un corso universitario.

Dal punto di vista del mercato del lavoro, questo sarà un programma di riforma “serio”. Con il repentino passaggio ad una “valutazione complessiva” per la selezione degli studenti, l’istruzione di base creerà uno spazio maggiore per la formazione di talenti più diversificati tra loro.
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Anche se il programma ufficiale di riforma non è ancora stato reso pubblico, i principi a cui si ispira hanno già incontrato una forte opposizione da parte dell’opinione pubblica.
“La cosa che più mi preoccupa è che, così facendo, potrebbe essere danneggiata l’imparzialità – nel senso che c’è il rischio che si adottino diversi pesi e misure”, ha affermato un genitore di Pechino.

Criteri flessibili per la valutazione “complessiva” ampliano di molto lo spazio della “discrezionalità” nelle valutazioni; non sono poche le persone che, a tal proposito, affermano che in futuro sarà ancora più difficile aver successo per chi è figlio di una famiglia povera, col rischio che l’istruzione di alta qualità diverrà monopolio di uno strato sociale privilegiato.
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“La cosa contro cui si oppone la gente comune – ha dichiarato il vice direttore del 21st Century Education Research Institute, Xiong Bingqi al giornalista di Caixin – è il sistema di selezione arbitrario degli studenti sotto il quadro amministrativo attuale”. La direzione dell’attuale riforma del gaokao è corretta, ma bisogna istituire un sistema di gestione della selezione degli studenti che goda di credibilità; l’unica via d’uscita è la riforma generale del meccanismo di gestione degli istituti universitari.
“Se non si istituisce un modello di gestione moderno delle università e dei college, ci dovremo seriamente preoccupare per il futuro della riforma del meccanismo di selezione degli studenti”.

Principali problemi riguardanti l’istruzione di qualità e l’imparzialità degli esami Il mondo accademico e quello del lavoro concordano sul fatto che si è ormai giunti ad una situazione tale per cui non è più possibile non riformare il sistema di ammissione unificato del gaokao, che ormai è in vigore da oltre trent’anni.

Dal 1977, […], questo sistema è diventato un importante strumento di mobilità degli strati sociali del paese, tanto da diventare una grande opportunità per molti studenti poveri. I punti di forza di questo sistema sono rappresentati dall’esame unificato – che stabilisce un sistema di valutazione oggettivo per la promozione agli istituti universitari – e dalla selezione unificata – per cui le università si dividono una quota di ammissioni stabilite a livello provinciale, scegliendo i migliori candidati sulla base delle loro aspirazioni e voti. Il gaokao è stato per questo unanimemente considerato come l’esame con gli standard più rigorosi, imparziali e trasparenti.
Tuttavia, gli studenti sono sottoposti ad un’enorme pressione dovuta al fatto che ogni singolo punto ottenuto risulta essere di fondamentale importanza e perché un singolo esame deciderà il loro futuro.

Un altro problema è che l’istruzione di base è eccessivamente finalizzata al gaokao: normalmente, si studia infatti ciò che servirà per superare il gaokao. Anche le domande dell’esame presentano spesso dei limiti: ad esempio, continua ad essere un problema la politicizzazione delle materie umanistiche, così come il forte divario esistente tra esame di scienze e vita reale.

Come conseguenza indiretta degli elevati standard del gaokao, gli studenti passano gran parte del loro tempo a prepararsi all’esame, ma ciò comporta, come effetto collaterale, che lo studio diventi alienante e il pensiero creativo sia fortemente penalizzato. L’istruzione di base finisce, quindi, per divergere dall’essenza stessa di quello che l’istruzione dovrebbe essere.
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Per quel che riguarda l’esame, il cambiamento più grande è stato, a partire dal 2000, la diversificazione delle domande su base provinciale, che ha infranto il vecchio modello basato su un “esame unico su scala nazionale”. Secondo Yang Dongping, pedagogo dell’Università di Scienze e Ingegneria di Pechino, tale misura è stata presa principalmente per motivi legati all’impossibilità di garantire sempre la segretezza delle domande.
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Secondo il parere di non pochi pedagoghi, il livello dell’istruzione è diverso nelle varie province e, per questo, è normale che si debbano adottare differenti tipologie e gradi di difficoltà per le domande d’esame. Ogni provincia adotta, inoltre, differenti materie d’esame e un proprio metodo di assegnazione dei punteggi.
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Questo tipo di “riforma del gaokao“, dove ognuno fa le cose a modo suo, non ha saputo conquistare un consenso generalizzato; il sistema delle quote e la diversificazione dei quesiti e delle votazioni su base provinciale sono gli aspetti più problematici.

Xiong Bingqi ritiene che queste “riforme” locali non siano altro che una continua modifica della forma, senza però un effettivo cambiamento dei contenuti. Finora, esse non sono riuscite, infatti, ad alleviare la pressione a cui sono soggetti gli studenti che devono sostenere l’esame, né hanno portato migliorie nelle modalità di insegnamento delle materie.

Esistono, infine, tutta una serie di “canali speciali”, creati a livello provinciale, per la selezione di studenti con particolari talenti o appartenenti a gruppi specifici (ad esempio, le minoranze etniche), […], oltre a una moltitudine di regolamenti che permettono di assegnare punti extra, che si aggiungono a quelli ottenuti nel gaokao, a studenti in possesso di un talento particolare.

Tutte queste forme “speciali di selezione degli studenti” sono spesso sottoposte all’approvazione del ministero dell’Istruzione, […] perché, se da un lato rendono più diversificati i criteri di ammissione, dall’altro sono responsabili dell’arretratezza del sistema, favorendo pratiche di selezione poco trasparenti.

[Il pezzo è anche su Caratteri cinesi. Traduzione di Piero Cellarosi]

*Lan Fang è un redattore della rivista economica “Caixin”

Tratto da: http://china-files.com/it/link/36169/caratteri-cinesi-la-riforma-del-%E2%80%9Cgaokao%E2%80%9D